La tartuficoltura e l’industria del tartufo

Che cos’è la tartuficoltura?


Vivendo in associazione con un albero, il tartufo è un fungo della famiglia dei tuberi che cresce sottoterra. Gli scambi che avvengono tra il tartufo e l’albero a livello delle radici (acqua, zucchero, sali minerali, ecc.) sono caratteristici di una stretta e duratura associazione reciprocamente vantaggiosa chiamata simbiosi micorrizica.

La tartuficoltura è una pratica colturale che consiste nel piantare giovani alberi “micorrizzati”, cioè inoculati con tartufi nelle radici. Questa inoculazione viene praticata in vivaio e si chiama“micorrizazione controllata“. L’impianto risultante deve essere effettuato in condizioni specifiche e in base ai requisiti dellespecie di Tuber desiderate.

Produzione di piante micorriziche da parte dei vivai AGRI-TRUFFE (a sinistra) e giovane tartufaia in Charente (a destra)

Perché la tartuficoltura?


La tartuficoltura rappresenta un’opportunità di diversificazione per gli agricoltori. Spesso troppo poco conosciuta, vogliamo renderla accessibile attraverso la formazione. Può quindi essere coltivata in associazione con altre colture in ambito agroforestale.

Promuovere la coltivazione del tartufo significa anche promuovere una cultura agro-ecologica, che non richiede input chimici e che necessita di una quantità d’acqua ragionevole rispetto ad altre colture. In questo modo, promuoviamo la riduzione dei prodotti fitosanitari e la gestione razionale dell’irrigazione.

La tartuficoltura rappresenta una leva per lo sviluppo del territorio e per un turismo dalle grandi potenzialità. La coltivazione dei tartufi è un ottimo modo per mantenere un’attività in un’area agricola depressa, per combattere l’esodo rurale e per consentire l’insediamento di unagriturismo.

Da un punto di vista ambientale, le tartufaie sono eccellenti serbatoi biologici per la biodiversità. Contribuiscono allapianificazione territoriale e consentono lo sviluppo di terreni poveri.

E poiché il tartufo è un fungo molto apprezzato dalla gastronomia per le sue qualità organolettiche e dagli scienziati per la sua complessa biologia…

Come è organizzata l’industria del tartufo?


In Francia, il numero di tartufai è stimato in 20.000, di cui circa 5.000 sono membri di un sindacato o di un’associazione di tartufai. Queste unioni dipartimentali sono raggruppate in 7 Federazioni regionali, che a loro volta fanno capo alla Federazione francese dei tartufai di cui Michel Tournayre è presidente.
A livello europeo, esistono due istituzioni che riuniscono le federazioni di diversi Paesi: l’ EGTT (European Truffle and Truffle Growing Group) e il CRETT (European Truffle and Truffle Growing Network Consortium).

In Francia, il fatturato annuo dell’industria del tartufo è stato stimato, nel 2005, intorno a 150 milioni di euroQuesta cifra è certamente una sottostima, considerando non solo la vendita di tartufi ma anche tutto ciò che è legato al tartufo, come le piante micorriziche, i prodotti trasformati e il turismo.
In Europa, questo fatturato è di circa un miliardo di euro all’anno.

L’industria del tartufo ha un forte potenziale di sviluppo in quanto la tartuficoltura è una coltura riconosciuta dall’Unione Europea, che dà diritto ad aiuti da parte dell’Unione Europea. Politica agricola comune (PAC) .

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